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Ti presentiamo il nostro mezzo!

Posted on giovedì, 14 dicembre 2017 in Il Suzuki di SJ Italia |


Come annunciato nel nostro articolo di benvenuto, è ora di presentarvi il nostro mezzo, che verrà utilizzato e presentato per offrire guide e approfondimenti utili a tutti gli amanti dei fuoristrada e, in particolar modo, del modello SJ410.

Come potete ben intuire, l’auto di cui ci serviremo è appunto un Suxuki SJ410, acquistato ormai da un anno, arco di tempo che lo ha reso oggetto di un restauro completo, nonchè di alcune semplici, ma efficaci modifiche.

Ecco a voi il mezzo di SJ Italia!


Dal 1982 con furore


35 anni e non sentirli: immatricolato nella splendida Sardegna, nel corso del 1982, questo SJ410 prima serie approda in Liguria pochi anni più tardi, desinato a restarvi fino ad oggi. In conto vendita presso un concessionario savonese, è stato acquistato dal sottoscritto verso la fine del 2016, con il lo scopo di portare avanti un percorso di restauro e valorizzazione.

I più maliziosi avranno già notato alcuni particolari non originali: i cerchi e la musata sono i più eclatanti. E’ tutto voluto. Non ho mai puntato alla piena originalità, ma piuttosto ad un mix di commodità ed estetica, senza però andare a stravolgere il profilo della piccola di casa Suzuki.


Esterni: qualche ritocco e un po’ di originalità


La carrozzeria, già in ottimo stato al momento dell’acquisto, ha subito alcuni piccoli interventi correttivi e migliorativi. Il sottoporta sinistro, ormai logoro e arrugginito, è stato tagliato e ricostruito, così come tutte le altre particon tracce di ossidazione. Il sottoscocca è stato trattato con venice antirombo industriale ed è stata ripristinata la gommatura dei fondi interni, ricoperta poi dai una moquette realizzata in gomma.

Le fiancate sono state arricchite da due stelle in vinile bianco adesivo ad alta resistenza, oltre che da una sottile fascia mimetica in sostituzione dei paracolpi in gomma originali, ormai logori e con un adesivo troppo debole.

Passsando alla parte frontale, la musata è stata sostituita integralmente con quella di un SJ413 di produzione Santana, eccetto la mascherina in plastica, acquistata separatamente in versione nera lucida. Ciò ha permesso di ottenre un’estetica più grintosa e moderna, oltre che un vano motore più ampio utile ad ospitare futuri componenti modificati.

Piccole modifiche anche per quanto riguarda gli allestimenti: i fari da lavoro a LED anteriori e la cappottina con vetri oscurati sono forniti dall’azienda savonese Raptor 4×4, insieme ai cerchi con disegno a triangoli, di colore nero lucido. Il supporto della cappotta è stato sostituito e rivestito di materiale plastico al fine di ridurre i rumori causati dal vento.


Interni: all’insegna della comodità e del minimalismo


Gli interni del 410 sono stati pesantemente ritoccati sia a livello funzionale che estetico. A partire dal cruscotto, che ora è quello del 413 Santanta, già donatore della musata e di alcuni altri particolari. Il quadro strumenti di produzione Veglia, anch’esso donato dall’SJ413 Santana, è stato restaurato.

Completamente rinnovati anche i sedili, anch’essi forniti d Raptor 4×4: si tratta di un modello sportivo in tessuto nero, sfoderabilli e lavabili, montati su guide scorrevoli e con schienale reclinabile. Li vedrete in una prossima recensione. Il volante proviene invece da un SJ413 di importazione giapponese. Manca il clacson, che è attivabile premendo il devioluci, proveniente dal 413 Santana.

L’inclinometro è stato restaurato, rinnovandone l’illuminazione. Si tratta di un modello MyCarr originariamente montato su un SJ413. Rinnovati i pomelli di cambio e riduttore, che passano dalla plastica dura alla pelle.

A livello elettrico ed elettronico, è stato aggiunto un interruttore illuminato per i faretti supplementari anteriori. Non manca una nuova autoradio, installata nel vano originale insieme alla presa di corrente a 12 volt, con supporto agli MP3 e all’AUX. Due casse Pioneer completano la dotazione: si tratta di un modello a doppio cono, dunque con woofer e tweeter integrati, da 13 cm di diametro, installati nella predisposizione originale.


La meccanica: restauro migliorativo


Il  motore da un litro di cilindrata, risalente al 1982, è stato completamente ricostruito da professionisti del settore. Le canne dei cilindri sono state sottoposte a cromatura, la testata è stata sostituita e sono stat rettificati e sostituiti tutti gli altri componenti del piccolo Suzuki F10A. Completano il rifacimento del motore l’installazione di bobina e spinterogeno elettronico, entrambi provenienti da un SJ413 1.3. Il carburatore originale è stato revisionato.

L’F10A è un piccolo motore da 980cc a quattro tempi con frazionamento a quattro cilindri, raffreddato a liquido. La distribuzione a cinghia dentata comanda un albero a camme in testa, che a sua volta muove le due valvole per cilindro. Costruito interamente in ghisa, risulta longevo se manutenzionato correttamente. E’ mosso da un carburatore monocorpo e da uno spinterogeno a puntine con condensatore, spesso sostituito con quello elettronico, proveniente dal 1.3 G13A.

Non è potuta mancare la sostituzione di tutti i manicotti in gomma e dei componenti dell’impianto di raffreddamento (pompa dell’acqua, manicotti, radiatore, vaso di espansione). Tutti i componenti installati sono nuovi e originali. Unica piccola aggiunta all’interno del vano motore è il servofreno, donato dal solito SJ413 Santana insieme alla pompa freno, ovviamente revisionata prima dell’installazione.

L’intero impianto elettrico è stato trapiantato dal Santana 413, insieme al serbatoio della benzina.

Novità anche sotto la scocca: il cambio a 4 marce e il riduttore, entrambi originali, sono stati interamente revisionati, sostituendo cuscinetti e leveraggi. Ovviamente nuove anche le crocere degli alberi di trasmissioni.


Un restauro con licenza


Il nostro Suzuki SJ410 è stato sicuramente rivisto pesantemente, ma ad oggi è un  mezzo praticamente impeccabile, adatto sia all’utilizzo quotidiano che al fuoristrada non eccessivamente impegnativo.

A questo articolo seguiranno numerosi approfondimenti relativi alle problematiche incontrate durante l’opera. Non mancheranno how-to per la diagnositica e la risoluzione dei problemi più comuni delle nostre auto.